Chiacchiere con voi👄 · Ciclo dell'autunno · Serie tv, film, & C

Momenti di ordinaria follia…📺🎥🎬 2

musicartsculture_movies2-1-41bedff806562122.jpgPiccolo articolo aggiornamento sulle serie tv che seguo e che ho finito in questo periodo… Tanto per non perdere il filo!!

Intanto quelle che ho terminato:

  • Crazy ex girlfriend – 2a stagione –
  • Glow – 2a stagione –
  • Unbreakable Kimmy Schmidt – Prima parte della 4a stagione –
  • Dear white People – 1a e 2a stagione –
  • Riverdale – 1a stagione-
  • Good Witch – 4a stagione –
  • Chesapeake Shores – 2a stagione –
  • Piccole donne -miniserie-
  • Medici – 1a e 2a stagione –
  • L’alieva – 1a stagione –
  • Giorno per giorno – 1a e 2a stagione-

 

E poi ci sono quelle che sto seguendo e che non ho ancora terminato

  • Vittoria (seconda stagione)
  • Outlander – 4a stagione –
  • Crazy Ex Girlfriend – 3a stagione –
  • Lucifer -2a stagione –
  • Le terrificanti avventure di Sabrina – – 1a stagione –
  • Crossing line -2a stagione –

Molto bene ora veniamo alle mie considerazioni, la stagione di Vittoria non l’ho ancora finita perchè devo avere l’ispirazione giusta, e il tempo materiale per dedicarle del tempo dato che mi piace voglio godermela davvero e non fare le cose in fretta e furia. Outlander la quarta stagione non mi sta piacendo particolarmente, cominciano a darmi noia tutte le rogne che hanno, sembra quasi che se le vadano a cercare di proposito e mi sembra surreale anche se è un fantasy eh. Crazy ex girlfriend, è una serie tv che parla di argomenti molto complicati ma con leggerezza ed ironia, anche questa, prima di guardarla ci ho messo un pochino, forse perchè mi stava sulle scatole Josh il protagonista maschile, per fortuna che… no, non dico nulla non spoilero nulla! Comunque sia la consiglio a tutti è bellissimaaaaaa. Dunque parlando di Lucifer invece, solito, ottima serie crime misto urbanfantasy, interessante per il protagonista e la psicologa del protagonista per il resto nulla da dichiarare per me, giusta per passare il tempo. Le terrificanti avventure di Sabrina non l’ho ancora finito, il mood Halloweniano che è in me è passato e bo faccio fatica a riprendere la visione, io sono così, una serie pù anche piacermi alla follia ma alle volte certi temi non mi danno interesse.  Per quanto riguarda invece Crossing line direi che un crime e non ci sto molto dietro considerato che è una serie chiusa, diciamo che quando avrò dei buchetti riprenderò la visione per ora rimarrà lì. ^^

Volevo riprendere la visione della Ragazze del centralino e quindi guardare la 3a stagione ma per ora preferisco finire quelle che ho già in ballo, altra serie a cui punto è Vanity fair, su sky. Insomma serie abbastanza serie?? ahahah scusate il gioco di parole. Comunque ecco qui, se avete domande e volte sapere qualcosa lasciate un commentino, mi fa piacere parlare di serie tv !!!

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La moda del Cozy📜🌿☕

490d6ec0f668818437bf6432a9047339Da un po’ di tempo sul web, i blogger e tutte le figure che lavorano con questa piattaforma di divulgazione, utilizzano la parola Cozy per indicare qualcosa di accogliente e coccolo. Questa moda di utilizzare parole anglofone per spiegare una determinata situazione o una pratica, deriva proprio dal fatto che oramai siamo tutti “influenzati dai signori del web”. Ci mettiamo in bocca parole che non fanno parte del nostro vocabolario comune come se questo ci rendesse le cose più facili, non che la cosa mi dispiaccia particolarmente. Quindi il mio articolo di oggi non vuole essere una critica, ma più un’analisi tutta personale -e questo lo voglio ribadire, nel caso ci fossero dubbi in proposito- sulla questione Cozy.  Non sò perchè una persona dovrebbe coniare un termine per catalogare una situazione più che per descriverla. Accorciare i tempi e i modi delle emozioni che si provano è tipico di questo tempo, come se quei due secondi per descrivere una sensazione vadano persi e ledano poi tutti i  nostri altri impegni della giornata. Cozy in inglese vuol dire semplicemente accogliente, ecco, è un aggettivo che indica appunto un qualcosa di piacevole, magico, che di solito ci racconta di casa, di armonia, di dolcezza. Insomma quello che tutti i guru del web vogliono dire con questa parola è proprio quello, descrivere come si sentono a casa, grazie ad oggetti come sciarpe, abiti, letti, libri e quant’altro. Non sò perchè, ma l’unica cosa che davvero mi da fastidio non è la parola in se o il fatto che si tenda a voler velocizzare tutto, ma più che altro è il voler catalogare sempre ogni cosa, come se tutto questo fosse utile per farci capire e amare noi stessi. Ebbene, io credo che noi siamo i primi a crearci delle etichette, a voler darci un genere per poter sentirci parte di qualcosa. Cerchiamo anche la solitudine in casa ma poi quando ne parliamo, in realtà sappiamo di non essere veramente soli, con noi c’è sempre un libro, un film, o facciamo qualcosa d’altro per non ascoltare i nostri pensieri. Ecco perchè poi nascono tutti questi programmi sulla positività e tutti sono così ossessionati dalla ricerca della felicità da non vederla neppure quando ce l’hanno davanti al proprio naso. I gesti piccoli di tutti i giorni non li calcoliamo, ci concentriamo sullo stringere i concetti, aspettiamo il gesto eclatante (salvo poi criticarlo aspramente non si sà come, ne perchè, ma è così) e poi non ci accorgiamo che tutto questo arriva perchè prima c’è stata una preparazione. Insomma, non sappiamo più goderci il viaggio, il percorso per arrivare all’obbettivo, vogliamo tutto e subito. E questa piccola critica la faccio anche a me, a volte mi concentro troppo sul futuro e non mi godo a pieno quello che ho nel momento presente, per questo sto cercando di migliorare e provo ad analizzare meglio me stessa. In ogni caso, tornando alla parola Cozy e ora al suo effetto positivo, c’è da dire che finalmente ora uscire non è più di moda come prima, finalmente grazie allo spopolamento delle serie tv, dei libri e del rilassarsi, finalmente stare a casa è diventanto buono e non sinonimo di clausura. Questo mi rende felice perchè io sono la classica persona che ama il “cozy”, della mia personalità si evince che sono introversa e che stare a casa con mio marito, una tazza di thè e le mie milleemila cose da fare mi rendono una persona felice e appagata. In un certo senso tutta la pressione che c’era prima ora non la sento più, non che questo mi abbia mai influenzato, ci tengo a precisarlo, ma almeno ora ci sono meno persone a cui devo spiegare perchè preferissi stare in casa, piuttosto che in giro. Ecco perchè penso che come parola non sia un male assoluto, come tutte le altre parole, penso che se usate nel modo giusto possano dare una mano. Io credo che una cosa di successo non sia per forza una qualcosa di massa, semplicemente è venuto il suo momento per venire a galla, e come ogni cosa è necessario analizzarla un po’ e accettare di ciò, sia il positivo che il negativo.

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Ritorno alla scrittura📜🖋

00690fd089e1698d31cec0c00925312bScrivere a volte sembra semplice, ti metti lì e butti fuori tutto ciò che ti passa per la testa, tutto ciò che non si riesce a dire con le parole o con i gesti. Invece non è così, anche la scrittura ha i suoi tempi e le sue misure. Io per esempio mi sono persa, tempo fa riuscivo a scrivere tutto, riuscivo a far uscire dalla mia mente i miei personaggi, li facevo vivere sul foglio di carta, finalmente liberi e sereni. Eppure tutto ad un tratto questo flusso di pensieri, questo desiderio dirompente di far vivere i miei personaggi di vita propria, è sparito, scomparso, dentro una miriade di problematiche pratiche. Mi sono persa dentro i dilemmi dell’esistenza e nel cassetto più intimo e personale ho relegato tutte quelle che voci che odo nella testa la sera, tutti quei bei pensieri che mi alietano e mi fanno sentire brillante. Lentamente con tutto quello che mi accadeva intorno mi sono chiusa, ho nascosto la me stessa più creativa, quel lato di me, che, nonostante sia propriamente imperfetto, adoro così tanto e che mi aiuta. I miei personaggi mi aiutano ad essere equilibrata, eppure non riesco più a mettere quelle idee sulla carta. L’ho rigettata, come si scaraventa in pattumiera quella cosa vecchia e stantia che pensi non userai più. La carta è divenuta una nemica per me, una cosa dolorosa da sopportare, perchè non riesco a posare le mie mani su di essa e scrivere. Semplicemente scrivere. Vorrei riuscire a scalfire questa turbolenza, questa lacerazione dell’anima, ma è complicato, viene sempre tutto prima. Prima il nulla, prima gli altri, prima il lavoro, prima gli amici, prima gli amori, prima la famiglia, il dolore, la sofferenza e l’angoscia. Stop. Basta! Prima vengo io, prima viene lei, la mia anima e la mia anima è la carta, non è un oggetto stantio e passato, è parte di me e quindi perchè non ricominciare da quello che è più semplice per me. L’amore. Sono una donna romantica, amo, l’amore. Mi piace leggerlo, mi piace sentirlo, mi piace l’emozione che respiro quando mi accarezza la pelle e più giù fino al cuore. Devo solo partire da questo, partire dal fatto che non è importante l’oggetto ma ciò che rappresenta per me. Non darle troppa importanza e dargliene troppa. Forse è sbagliato, probabilmente, chissà, non riuscirò a tornare a scrivere come prima, ma scriverò perchè è quello che mi esce dall’anima ed è quello che voglio fare per me. Tornare alla scrittura…

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Valore?🌿💶

bfd7ded2206a43cbc8ab3a22cda689bd.jpgOggi ho visto diversi video in cui si parlava di argomenti che andavano dal costruttivo al positivo. Vi farò una premessa prima di parlare dell’argomento del titolo: ultimamente sto cercando di migliorare me stessa. Ho capito che qualcosa nella mia vita non sta andando nella direzione che vorrei, ma non è un fattore solo esterno, come può essere: la sfera amorosa o il lavoro. Sono sicura che è proprio una cosa interna. Non mi piace più essere e sentirmi in colpa. Ecco l’ho detto, non voglio più sentirmi così, avvilità perchè penso di non aver fatto abbastanza! Ed appunto qui ci colleghiamo all’argomento di cui volevo scrivere: il valore! Io non mi dò il valore giusto? No,  però ora, piano piano sto cercando di riuscire a darmi positività. Lo faccio guardando appunto video sull’argomento, praticando la gratitudine ( la legge dell’attrazione), andando da uno specialista e cercando di orgnanizzarmi con una delle mie passioni più grandi, scrivere, organizzare con la creatività su un’agenda e giocare!! Nei video che vi ho citato sopra parlavano appunto di questi argomenti, ma uno in particolare si concentrava sul “Valore”, in modo specifico su quello lavorativo. Io non voglio parlare solo di questo, voglio parlare di valore in generale. Sapersi dare un prezzo non è la risposta giusta alla domanda che mi sono posta io, valore è per me un modo sbagliato di porsi a tutto ciò che sono. Non sono semplicemente un valore, valgo? Non Valgo? Questo implica che per forza devo possedere qualcosa. Se cerchiamo sul vocabolario cosa significa questa parola leggiamo: Valere- Avere forza, potenza, autorità e prestigio. Quindi se uno non ha una di queste cose, non ha valore? No, perchè vuol dire anche: Essere valoroso, capace. Quindi… Valore cosa significa esattamente? Avere la capacità di fare qualcosa. Ora, io non sindaco sul fatto che tutti sappiamo fare almeno una cosa, tipo respirare! Il punto è siamo contenti di respirare e ci rendiamo conto che questa cosa è altamente lontana dal nostro controllo? Sappiamo che ciò che abbiamo è una macchina perfetta? Che siamo al mondo con un mezzo e infinite possiblità? No, spesso e volentieri ci fermiamo al valore effimimero che ci dà la vita di oggi. Io valgo perchè ho followers, perchè ho tante cose, soldi, un fidanzato che si occupa di me, un lavoro che mi piace, un oggetto che amo! Mi dispiace ma ci ho pensato su, e ci sto pensando da oramai una vita! Ma non è questo che mi rende postiva, che mi rende orgogliosa di me stessa e del mio percorso di vita. Io non voglio valere, non voglio darmi un valore, voglio essere pienamente. Voglio accudire le altre persone, e farlo senza dovermi preccupare di avere un tornaconto, voglio essere positiva nonostante il mondo spesso metta dei paletti, voglio credere in Dio che mi ha creato così, perfetta nella imperfezione, voglio essere, semplicemente, non per gli altri, non per me, ma perchè semplicemente è così! L’ho capito amando una persona in particolare, me stessa, che è la cosa più dura di questo mondo. Capirmi, volermi bene, e quindi volerne agli altri. Solo questo conta davvero, e prima ci rendiamo conto della cosa, e prima riusciremo ad essere, non ad avere Valore! Con questo non voglio dire che tutto quello che cerchiamo, tutto quello che stiamo facendo del nostro tempo è sbagliato. Anzi, penso solo che diamo un valore ad ogni cosa e ci dimentichiamo che alla fine l’unica cosa veramente importante è amore noi stessi e gli altri. Difficile no? Io non riesco per esempio ad essere così, a raggiungere quello scopo massimo, però vorrei provare comunque. Si, non sono capace, non posseggo e forse non arriverò mai a quell’obbiettivo ma chissenefrega! Io amo il viaggio!! ^___^

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Cultura Nerd 👓🖤

2c29404f1f65b98134a7fc3c4222d0faHo letto un articolo oggi dove parlavano della parola Nerd, del suo significato e della possibilità che oggi questo tipo di persona o etichetta non esista più. Una volta, quando io ero ragazzina i Nerd erano quei ragazzi intelligenti, bravi a scuola che per avere compagnia o non sentirsi emarginati leggevano fumetti. Io avevo due caratteristiche su 3 per essere una Nerd vera e propria, perchè io non ero brava a scuola, stavo nel mezzo, facevo il minimo indispensabile per poter “sfangarla”. Visto ciò, potevo venire definita nerd? Non lo sò ma comunque molti mi avrebbero definito così. E anzi ora più che mai mi rendo conto che ero proprio una Nerd. Un’assatanta di fantasy, di manga e di oggettistica varia giapponese. Certo il Nerd come figura in se, nasce in america, dai collezionisti di fumetti Marvel e DC. (Potete dire quello che volete ma la storia è questa, non si possono cambiare i fatti.) Con il tempo il fatto di leggere fumetti è divenuto sempre più un segno distintivo, la gente ti incolpava di essere una persona piccola perchè ti dedicavi a questa passione, ti tacciava di essere debole, solo e implicitamente di non valere nulla, e tu di rimando ti ossessionavi ancora di più a quel mondo. E lo facevi perchè infondo sapevi che prima o poi tutto arriva. Tutto cambia, da quale sei sfigato puoi diventare un figo e da che sei figo puoi diventare uno sfigato. E infatti così è stato, da sfigato quale eri, ora diventi un figo pazzesco!! Parlo per esempio di telefilm, come the big bang theory in cui il nerd super nerd, che tutti sanno essere sfigato, alla fine per tutti è un figo. Il punto è che credo fermamente che il Nerd esista ancora, magari ci saranno più appassionati di film, di serie tv o anche solo gente che ama stare chiusa in casa, ma fare finta di essere emarginato non è come esserlo davvero. Perchè essere Nerd in sostanza è proprio questo. Tuttavia penso anche che Nerd voglia dire, uscire da questa emarginazione, credo che sia anche la voglia di far parte di qualcosa, qualcosa di unico, magico e indomito. In definitiva penso che Nerd sia un’etichetta come un’altra, magari per qualcuno potrà essere la vita, per qualcun’altro sarai solo un’altro fissato. Il punto è che ogni etichetta crea e toglie nello stesso modo e non finirà mai, perchè comunque la si voglia guardare ad ogni persona piace quello che piace e cercherà sempre persone simili.

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Scrivere che passione…🖋📜

66e0aa03b39b15b8ec675e6c40c3c74a.jpgLa scrittura spesso e volentieri mi ha salvato, e spiego subito il perchè. Mi ha salvato in diversi modi: prima liberando la mia creatività, uno dei vanti della mia persona, poi mi ha reso più sicura di me stessa, mi ha dato il coraggio di dire quello che voglio senza sentirmi oppressa, e inoltre ha reso tutto più magico e glamour!! Io da buona appassionata di fantasy non potevo proprio non iniziare a scrivere.

Sin da piccola la mia passione per le fiabe e le favole era indubbia. Mangiavo pane e Disney come non ci fosse un domani e leggevo un sacco di storie, dai fratelli Grimm a Perrault. La mia favola preferita era la bella addormentata nel bosco (sia la versione originale, che quella della Disney). Ho sempre adorato le principesse, con i loro sogni e la loro voglia di riscatto verso un mondo che non era perfetto nonostante lo apparisse. Magari perchè mi ci ritrovavo un po’, la principessa di mamma e papà che aveva tutto, ma che in realtà era chiusa in una torre, con regole e imposizioni da rispettare. E’ così per tutti bene o male, il momento di ribellione arriva a fare capolino prima o poi, e quando succede, be… o si và avanti oppure si rimane lì. Io grazie alla scrittura ho potuto fare entrambe le cose, sognare e vivere la realtà, restare ed andarmene. E’ stato il mio compromesso, il mio equilibrio, non tutti capiranno quello che sto dicendo, perchè la maggior parte delle persone non ha bisogno di evadere nello stesso modo in cui lo faccio io, l’importante però è saper condividere.

Io amo le mie storie perchè mi permettono di condividere un pensiero, mi permettono di spiegarmi nel migliore dei modi. Mi permettono di essere tutto ciò che io desidero, senza per questo rinunciare a me stessa, si perchè quando si parla di personaggi inventati si parla un po’ di se stessi. Si mette a nudo una parte diversa ogni volta, il lettore magari non comprende appieno questa cosa, si, ne intravede qualcosa e questo lo spinge a leggere ancora, io ho sempre pensato a questo quando leggevo un libro, a come quella persona era arrivata a partorire questa o quella idea. Il punto è che io non mi sento una scrittrice nel senso classico del termine, io mi sento più una racconta storie. E voi mi chiederete che cosa c’è di diverso? Il punto è che io non sono brava a scrivere, mi piace farlo ma non sono un talento. Ho le idee, ho le mani, ho un pensiero, ho le penne, e la voglia di far vivere i personaggi che ho nella testa. Voglio farli diventare reali, non sò se riuscirò mai a mostrare i miei romanzi ma a me importa di averli dentro con me. Mi importa di averli potuti scrivere, semplicemente.

Questa è la mia passione!

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Il punto della situazione…🧚‍♀🌿

b460b6ed4f6e10b65ee072e163e75fc9.jpgBuongiorno a tutti cari lettori,

è da molto tempo che non scrivo nel blog, e oggi dopo questo periodo di inattività, ho deciso di ritornare a scrivere, per mettervi al corrente delle circostanze che mi hanno portato ad allontanarmi un po’, dalla scrittura e dal Blog appunto. Per me non è facile parlare della mia vita privata, non è neppure facile ammettere di star passando un periodo particolare. La visione della vita è sempre personale e mai oggettiva, perchè le sensazioni che si provano non sono replicabili e ogni persona ha le sue esperienze che portano a rapportarsi a situazioni e fatti diversi. Perciò non chiedo comprensione e neppure chiedo che leggiate questo articolo come una lamentela da parte mia. In realtà è soltanto uno stato di fatto. Ho deciso di ritornare a scrivere costantemente nel blog, magari se non riuscirò a farlo tutte le settimane come prima, per il primo periodo andrà bene comunque. Ma insomma arriviamo al punto, lavorativamente parlando in questo momento sono stata molto impegnata, sia per preoccupazioni varie sia perchè nella mia testa sta nascendo qualcosa. Sto lentamente ma accortamente maturando, e sto cercando di capire dove voglio far arrivare la mia vita, trovare insomma i miei obbiettivi professionali.  Non è facile per me che sono abituata ad appoggiarmi alle persone, (sono un segno del cancro ragazzi abbiate pietà), buttarmi nella mischia e rischiare qualcosa. Però il passo è necessario, ma non solo per me, penso che sia così per tutti, avere degli obbietivi, dei sogni da realizzare, credo che siano parti fondamentali del vivere. In questo ciclo mi sta succedendo proprio questo. Mi sto mettendo in discussione, sto vedendo lati di me che prima non avevo mai visto, sto imparando a conoscermi, a superare le mie paure con coraggio e volontà. E questa volta non lo voglio fare per qualcun’altro, lo voglio fare per me stessa. Dimostrare alla me del passato che riesco in quello in cui ho messo l’anima per tanto tempo, per quello che ho deciso di portare avanti. Tutto questo però non significa affato che con il passare del tempo non potrò cambiare idea o non potrò semplicemente fermarmi. Sarò libera da preconcetti, libera di esprimere me stessa senza preoccuparmi di ciò che pensa la gente di me. La vita è difficile per tutti, chi più chi meno ha problemi da risolvere, ed io non sono da meno. La mia esistenza non è perfetta e non voglio neppure che lo sia. Ho intenzione di accettare me stessa, andare avanti, con qualche ammaccatura in più ma con una certezza nel cuore. La vita è bella.

Edvige -Ruka Kanapink🧚‍♀🌿